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Guerrilla marketing: come realizzare una strategia vincente

Si tratta di un termine preso in prestito dal linguaggio militare, che indica tutte le tattiche non convenzionali con cui un brand fanno pubblicità.

Una delle caratteristiche principali delle strategie di guerrilla marketing, è che possono essere realizzate anche con un budget limitato.

Nell’articolo di oggi, MondoRed ci spiega questo approccio, parlando dalla storia fino a mostrare alcuni esempi.

Come nasce il Guerrilla marketing?

Come accennato, il termine “guerrilla” proviene dal mondo militare e indica una modalità di combattimento che spesso interessa principalmente i civili, che impiegano mezzi di fortuna.

Il termine viene utilizzato per la prima volta nel mondo della pubblicità negli anni ’80. In un periodo in cui gli spot televisivi avevano costi esagerati, poco accessibili ai brand più piccoli, servivano tecniche low budget, ma allo stesso modo impattanti per fare marketing.

La cosa importante di questo tipo di tattica è avere ben chiaro l’obiettivo che questo tipo di operazione deve avere.

Infatti, spesso questo tipo di operazione viene fatta con il solo obiettivo di risultare memorabile e scioccante, ma per ottenere dei risultati, la strategia deve essere ben chiara sin dall’inizio.

Ma quali sono le regole?

Stabilire una strategia, cosa non deve mancare

Come per qualsiasi strategia, anche per un’operazione di Guerrilla Marketing è necessario seguire alcune regole precise. Si tratta delle teorie di Levinson, colui che per primo ha approcciato e definito questo tipo di pubblicità.

Ecco cosa non deve mancare all’interno di una strategia di guerrilla.

Cosa

Quali sono i nostri obiettivi? Cosa vogliamo ottenere grazie a questa strategia e in particolare, quali sono le azioni che il nostro target deve compiere dopo aver fatto l’esperienza da noi proposta?

Chi

Quali sono le persone a cui questo prodotto o servizio è indirizzato? In poche parole, chi è il nostro target? Come per le strategie di marketing più convenzionali, in questi casi è utile individuare una buyer personas, in modo da studiare bene l’ipotetico acquirente.
Si consiglia sempre di individuare un gruppo di persone ristretto, una nicchia, portando loro un determinato vantaggio.

Come

Che sia raccontato in modo semplice o strabiliante, il target deve capire subito quale i vantaggi e i benefici che otterrà dal prodotto o il servizio che stiamo promuovendo.

Modalità

Quali sono i modi e gli strumenti di marketing che andremo a utilizzare? Questi strumenti andranno individuati in base al proprio business e al proprio target di riferimenti.

Brand identity

Seppur le tecniche utilizzate in guerrilla marketing non sono convenzionali, si deve comunque tenere bene a mente l’identità di brand, compresa di tono di voce, archetipi, colori, personalità.

Budget

Come già detto, non serve avere un budget alle stelle per creare una buona strategia di guerrilla marketing. Una campagna di questo tipo può raggiungere risultati sia con un murales per terra o un cartellone pubblicitario, ma anche con un’installazione più complicata. Può trattarsi anche di un’esperienza in cui coinvolgere il cliente.

Esistono case study che vengono ricordati ancora oggi. Alcuni brand, infatti, sono veri e propri maestri di questa strategia. Se sei curioso, continua a leggere.

Esempi di successo

Da film e serie TV, a fast food, fino ad aziende no profit, molti brand diversi hanno utilizzato il guerrilla marketing facendo parlare di loro.

Uno dei primi veri esempi di Guerrilla riguarda la promozione del film “The Blair Witch Project”. Nel 1999, infatti, si parlava di un gruppo di cinematografi scomparsi in circostanze sospette in una foresta del Maryland cinque anni prima. Esisteva un sito che approfondiva questo caso, con alcuni filmati ritrovati da poco. Poco dopo, quando questa notizia si diffuse, il film uscì nelle sale.

Netflix ha diversi esempi di guerrilla di successo, specialmente negli ultimi anni. In occasione dell’uscita dell’ultima stagione della serie Stranger Things, la nota piattaforma streaming ha organizzato un evento in stile anni ’80, in Piazza Duomo, a Milano. Per questa occasione è stata realizzata una pista di pattinaggio come quella della serie TV, utilizzabile dai fan.

McDonald’s è un altro brand che viene ricordato quando si parla di questo argomento. Ricordiamo murales che trasformavano le strisce pedonali in patatine fritte, giornate in cui la colazione veniva offerta a chi si recava nei ristoranti in pigiama.

Essendo operazioni che non necessitano di un budget alto, spesso questa tecnica viene utilizzata anche da associazioni no profit, che portano avanti cause ambientali.

Il primo esempio, risale al 1994. La no profit, “friends of the Earth’s” realizzò cartelloni pubblicitari fatti con lo stesso materiale della cartina tornasole. I cartelloni dicevano “Questa è cartina tornasole. Quando piove acido, dovrebbe diventare rosso”.

In polonia, un’associazione contro lo spreco alimentare ha inserito dei piatti nelle fessure dei tombini. Il messaggio è chiaro, no?

Come questi, esistono diversi esempi. L’obiettivo di queste campagne è spesso solo quello di far parlare o portare l’attenzione su problemi che vengono spesso ignorati.

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