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Come fare la SEO per i siti multilingua

I siti multilingua, rispetto a quelli di aziende che si rivolgono unicamente ad un target nazionale, necessitano di un’ottimizzazione SEO basata su un’analisi di mercato e contesto più ampia.

Avere un sito web in più lingue, rispetto a chi dispone di contenuti solo in versione italiana, apre un mondo di possibilità ma presenta la necessità di capire quali tag e strumenti utilizzare per far comprendere al motore di ricerca che non ci si rivolge solo al mercato nazionale.

Noi di MondoRed, web agency con sedi a Milano, Roma e Gallarate, siamo pronti a presentarvi tutti i dettagli utili nell’approfondimento di oggi.

La scelta del dominio

Sono tre gli approcci comuni per la creazione di strutture di domini e URL internazionali:

  1. ccTLD (country code top level domain, dominio di primo livello nazionale) Esempio: www.mywebsite.es. I nomi di domini di primo livello nazionali o ccTLD sono considerati da molti l’opzione migliore per i siti web localizzati e sono legati a un Paese specifico, ad esempio .de per la Germania o .cn per la Cina. Secondo Google, un dominio ccTLD comunica in modo più evidente ai visitatori e ai motori di ricerca che un sito web è destinato a un Paese specifico e fornisce inoltre alcuni vantaggi in ambito SEO per il mercato di riferimento. Dalle ricerche emerge inoltre che in molti Paesi gli utenti fanno acquisti con maggiore frequenza nei siti web con un dominio ccTLD. Uno svantaggio: anche se sono disponibili, i domini di tipo ccTLD devono essere acquistati e gestiti in ogni mercato. L’approccio basato su domini di primo livello nazionali è l’opzione migliore per una grande azienda che ha risorse da investire. Amazon, ad esempio, integra il codice del Paese addirittura nel logo per ogni mercato.
  2. Sottodominio. Un sottodominio è un’aggiunta al nome di dominio principale, che aiuta a organizzare il sito web la navigazione nelle sue diverse sezioni. Se, ad esempio, il vostro nome di dominio di primo livello fosse prodotto.com, il sito per il tedesco si troverebbe nel sottodominio de.prodotto.com. Potete creare più sottodomini o domini figlio del dominio principale e la struttura dell’URL semplice e accattivante rappresenta una soluzione facile e veloce per creare pagine per un Paese o una lingua specifica.Esempio: es.mywebsite.com.
  3. Sottodirectory. La tecnica usata più comunemente per creare siti web multilingue ed è costituita da una parte dell’URL che punta a un sottoinsieme di contenuti specifico. In un sito multilingue ogni lingua è una sottodirectory del sito e le singole directory si trovano a destra del dominio. Ad esempio, www.sitodiesempio.com/de-de è per i tedeschi, mentre www.sitodiesempio.com/fr per i francesi.

Il tag HREF Lang per i siti multilingua

L’hreflang è un tag molto semplice quanto ignorato, specialmente negli e-commerce con target in diversi Paesi. Esso comunica al motore di ricerca che una determinata pagina è destinata ad un pubblico specifico, ovvero un pubblico che parla una determinata lingua e, opzionalmente, si collega da un determinata regione.

Se il sito è tradotto in due o più lingue, sia nel caso in cui usi la suddivisione per cartelle (es. sitebysite.com/it e sitebysite.com/fr), sia nel caso in cui vengano utilizzati crossdomain, quindi domini o sottodomini diversi (es. sitebysite.it e sitebysite.fr), sarà necessario comunque implementare il tag hreflang.

I vantaggi

1.     Target più accurato e migliore user experience. Il tag è utile lato SEO perché evidenzia il legame che intercorre tra due pagine tradotte in lingue diverse; in questo modo il target è più accurato perché si raccomanda al motore di ricerca di mostrare una versione del sito in linea con il target geografico. L’esperienza utente, inoltre, gioca un ruolo fondamentale: basti pensare alla scarsa soddisfazione di un utente che, collegato dall’Australia, atterra in un e-commerce con sterlina inglese come valuta, oppure di un utente collegato dall’Italia che naviga in una pagina in tedesco.

2.     Risolvere il problema dei contenuti duplicati nei siti multilingua. Immaginate di avere una versione del sito dedicata al pubblico americano e un’altra versione dedicata al pubblico britannico. Presumibilmente, i contenuti saranno molto simili tra di loro.Il tag hreflang aiuta ad arginare il problema. In ogni caso, è consigliabile differenziare, ogni qualvolta sia possibile, il contenuto (testuale e non) da un Paese all’altro. Utilizzare le terminologie più consone e personalizzare lo stile di scrittura e la comunicazione: è user experience anche questa!

Desiderate creare un sito multilingua, ottimizzato per il motore di ricerca? Non vi resta che contattarci senza impegno!

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